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Maturità: gli orrifici esami orali…

TenshiGanbatte02

Il colloquio finale, l’orale, è per molti studenti il momento più terrorizzante di tutto l’esame.
Nei giorni precedenti la propria prova, i ragazzi alternano uno studio matto e disperatissimo al masochismo di andare a vedere gli esami altrui: un ottimo sistema per spaventarsi e incupirsi fino alla disperazione.
Il giorno prima dell’orale, gli studenti più previdenti (di norma le femmine) dichiarano di essere a posto con la coscienza.
Studiare hanno studiato, sanno tutto e se ne vanno in piscina.
Gli altri, invece, se ne stanno chiusi nelle loro camere/celle di reclusione, con le tapparelle abbassate per non vedere il sole e “concentrarsi meglio”.

Si replica la pantomima del giorno prima del tema: 17 ore di studio in un giorno, 25 caffè, l’inutile valium per dormire.
Al mattino, teso fino alla nausea, lo studente va a scuola.
E aspetta: prima di lui, devono interrogare 2 o 3 compagni (beati i primi, che non fanno nemmeno in tempo ad agitarsi!).
Minuto dopo minuto, seppur incoraggiato dagli amici e dai parenti, il maturando entra in totale stato confusionale, sciorinando forzatissime battute fuori luogo e crisi di pianto.

Fisicamente è una cloaca: lingua moquettata, alito stordente, ascelle putrefatte.
Finalmente, arriva il suo turno: la corte lo ha chiamato! Entrando di soppiatto sussurrando un timidissimo e rispettoso “’ngiorno”, il/la giovane si trova davanti, in un sol colpo, tutti i suoi boia.
Tremando, si accomoda sulla seggiolina.
Da quel momento, non si renderà nemmeno conto del tempo che passa, come risucchiato in un’altra dimensione.
La sorte gli riserverà domande maledette che gli stringeranno cuore e sfintere, seguite però da quesiti sui quali è preparato alla grande.
Sarà tutto un su e giù emotivo.
Almeno uno dei professori gli porrà lungo l’intero esame una serie di domande incomprensibili, pretestuose e difficilissime.C’è sempre la carogna di turno.
Sul finire della prova, al maturando vengono mostrati gli obbrobriosi scritti, e gli vengono motivati tutti i segnacci rossi e blu che ora li decorano.
Quindi una stretta di mano, una freddura tipica dei professori (“Mi prometta che non farà mai il geometra”) e via.
Con la faccia avvampante di calore, barcollando, l’eroe esce.
Riceve i complimenti della platea, scambia con questa due parole concitate e finalmente se ne va.
Scappa, corre via. Sereno, libero, leggero.
A guardarlo da lontano, vien quasi da credere che stia volando…

Mafalda vamp

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By Quelli di Comix

1 Commento

  1. Cappellaio matto

    In effetti mi son sentito alla fine leggero leggero come una libellula.
    Il peggio è l’attesa: una volta che sei seduto lì invece sprofondi nella fase “giochiamoci il tutto per tutto e chissene…”
    Poichè nella vita si dice che gli esami non finiscano mai, immagino che tanto vale farci l’abitudine.
    Alè…
    ^_^”

  2. iox

    mioddio !! io ce l’ho quest’anno…e sono uno dei primi in ordine alfabetico… e sono sicuro di avere almeno tre prof carogna che faranno domande bastarde…uff…al massimo se non va bene fingo lo svenimento…

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