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Leggende metropolitane

Ecco alcune celebri leggende metropolitane che hanno come protagonisti professori perfidi e studenti dai riflessi incredibilmente pronti… e voi, ne conoscete altre degne di essere tramandate?

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All’istituto tecnico industriale un ragazzo che ha sui registri più assenze che presenze e più voti negativi che positivi, viene chiamato in direzione.
Il preside, con sguardo sprezzante, lo fissa e diretto gli domanda:”Ti ritiri?“.
Lo studente senza battere ciglio lo guarda e gli risponde “Tara Tara!“.

Si racconta che durante una lezione di chimica un professore sia entrato in laboratorio con in mano un barattolo pieno di urina dicendo: “Due buone qualità per un chimico sono ingegno e concentrazione.
L’ingegno vi potrebbe far scoprire che un metodo semplice per scoprire la presenza di zuccheri nelle urine è assaggiarle”.
Detto questo mette un dito nel liquido e poi lo lecca.
“Qualcuno vuole provare?”
Uno studente che non crede che quella sia davvero urina ci mette dentro il dito e lo lecca, sentendo che purtroppo, si sbagliava di grosso.
Al che il professore continua: “La concentrazione invece vi potrebbe far scoprire che ho immerso il medio e ho leccato l’indice.”

Il prof di fisica durante un’interrogazione lancia un mazzo di chiavi allo studente
e gli chiede: “Che tipo di moto è questo?” Lo studente rilancia le chiavi al professore e risponde: “Lo stesso di questo.

Professore: È in grado di dirmi quale organo dei mammiferi riesce, una volta eccitato, a raggiungere dimensioni pari a sei volte le dimensioni dell’organo a riposo?
Studente (arrossendo terribilmente): Non saprei…
Professore: Non lo sa proprio? Ci pensi, non è difficile!
Studente (sempre più a disagio): Non mi viene in mente niente…
Professore: Su, pensi alla vita di tutti i giorni…
Studente (in grave imbarazzo): Beh…
Professore: Forza signorina, si butti!
Studente: L’organo sessuale maschile?
(Scoppia un boato nell’aula)
Professore (calmissimo): Complimenti a lei e al suo fidanzato, signorina. Comunque l’organo è la pupilla.

Un professore di filosofia assegna ai suoi studenti un tema di una sola parola: “Perché?“.
E in seguito attribuisce il massimo dei voti solo allo studente che sul foglio aveva risposto semplicemente: “Perché no?“.

In classe fu dato un tema dal titolo abbastanza disarmate: “Il coraggio.”
Tutti rimangono ammutoliti, chi tamburella sul banco, chi confabula col vicino, chi cerca una qualche ispirazione guardando fuori dalla finestra o sul soffitto.
Improvvisamente un alunno si alza e consegna.
Aveva scritto: “Secondo me coraggio vuol dire consegnare il compito in bianco”.

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By Quelli di Comix

1 Commento

  1. vany.lovely

    uuuuuuuaaaaaaahaaaaaaa sono tutte stramiticamente belle! soprattutto la prima!! ahaha

  2. elisa1996

    io ne so una simile alla prima che è successa a un mio amico…
    A un esame di università, 1, che non era pronto, ha domandato a sto mio amico: te ritirito ti?
    e questo mio amico: tarataratata

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